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VENERDì 28 LUGLIO
 
– dalle 20.30 alle 24.00 in v.le Martiri ”LUNA PARK”
– alle ore 21.00 nei giardini della biblioteca racconti da tutto il mondo con la ”magica notte delle favole”
 
 
SABATO 29 LUGLIO
 
– dalle 17.00 alle 24.00 in p.zza Garibaldi ”Mostra fotografica fotocircolo amatoriale langhiranese Pro Loco”
– dalle 17.00 alle 24.00 nelle vie del centro ”Artigiani dell’ingegno”
– dalle 19.30 ale 24.00 nelle vie del centro ”maratona gastronomica” apertura delle verande gastronomiche
– dalle 19.30 alle 24.00 nel municipio in p.zza ferrari ”una città di mattoncini” con esposizione di creazioni con i mattoncini più famosi al mondo e il ”Dado cosmico” mette a disposizione giochi da provare per tutte le età
– dalle 21.00 alle 24.00 concerti in p.zza Ferrari con ”ORGAN VIBRES” e ”JACK TRIVELLA & THE BRANDINAS”
– dalle 24.00 in poi al bar Arizona DJ FRAMBO
 
 
DOMENICA 30 LUGLIO
 
– tutto il giorno nelle vie del centro ”Artigiani dell’ingegno”
– tutto il giorno nel municipio in p.zza ferrari ”una città di mattoncini” con esposizione di creazioni con i mattoncini più famosi al mondo e il ”Dado cosmico” mette a disposizione giochi da provare per tutte le età
– tutto il giorno in p.zza Garibaldi ”Mostra fotografica fotocircolo amatoriale langhiranese Pro Loco”
– 8.00 – 9.30 / 13.00 – 16.00 / 18.30 – 20.00 ”AUTO D’EPOCA” con esposizione auto d’epoca con sfilata per il centro e premiazioni finali
– dalle 19.30 ale 24.00 nelle vie del centro ”maratona gastronomica” apertura delle verande gastronomiche
– dalle 21.00 alle 24.00 spettacolo di varietà ”NAPOLI – PARMA” con Antonio e Roberto
 
 
 
Da SABATO 28 a LUNEDì 31 presso p.le Corridoni ”VERANDE GASTRONOMICA E MUSICA CON AVIS”. Anche LUENDI 31 dalle 11 30 alle 15
 
 
La VERANDA GASTRONOMICA è stata realizzata grazie alla partecipazione di: TRATTORIA ”MONTELUPO” – MARTINCA ”LA GROTTA” – BAR ”LA POSTA” – MACELLERIA ”BEST CARNI” – BAR ”ARIZIONA” – BAR ”DA ZIVO” – ”L’OCA GIULIVA” – ”BALI E CARLO” – BAR ”52” – ASS ”AMICI DELL’AVIS”
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Le origini della Fiera di San Giacomo di Langhirano

 

Nel corso del Duecento venne impostato o potenziato un nuovo insediamento su di un modesto rialzo di detriti alluvionali posto in corrispondenza dell’antico corso del rio Scalìa, che scorreva lungo le vie Fratti e Vittorio Veneto prima di confluire nel torrente Parma.

Il nuovo insediamento era la gemmazione del vicinissimo Mattaleto, luogo dotato di un fortilizio e della antica chiesa di San Michele, ma portava una propria etichetta toponomastica: LAGORANO, poi trasformatosi in LAGIRANO, LANGHIRANO. Il nome di luogo, già citato nell’XI secolo, ha un preciso confronto nel Ferrarese e deriva dalle “lacorae”, le bassure acquitrinose poste vicino ai fiumi.

La non comune scelta insediativa per l’area appenninica indica che Langhirano, nel secolo di maggiore espansione demografica ed insediativa del Medioevo, ha svolto fin dalle origini una spiccata valenza viaria e commerciale.

Sorto in corrispondenza del guado per Quinzanello e Badia Cavana che dava accesso alle terre canossane e matildiche e alla via per il passo del Lagastrello (Linari), a Langhirano/Mattaleto si incrociavano la via valliva per il passo del Cirone (la “via lombarda”) e le traversanti intervallive da Felino/S.Ilaro Baganza e per Castrignano/Calestano. Il nodo comunicativo i Mattaleto/Langhirano, porta d’accesso alle vi “dei Monti Parmensi”, risultava inoltre poto in prossimità di una evidente frattura del paesaggio vallivo (si passa dalle morbide colline argillose e rilievi calcarei più aspri) che indubbiamente nel Medioevo vedeva il passaggio tra due sistemi comunicativi (dai carriaggi ai muli, e viceversa). In un naturale punto di incontri e scambi nella prima metà del Trecento compare la chiesa e l’ospedale di San Giacomo di Langhirano, citato per la prima volta nell’anno 1354. San Giacomo è il santo del pellegrinaggio verso Santiago di Compostela e le ultime terre cristiane dell’Occidente, è il santo dei viandanti e dei mercanti che si recano alle fiere delle regioni dello Champagne e delle Fiandre, è il santo dei pontieri e ospedalieri di Altopascio (Lucca) che si dicono fondati da Matilde di Canossa.

La dipendenza vescovile di S. Giacomo di Langhirano segnale che il disegno di potenziamento di un nodo viario e di mercato era stato perseguito dai vescovi di Parma e verosimilmente concordato con l’abate di San Giovanni Evangelista e on l’abate della vicina Badia Cavana. Con la perdita a metà Trecento del rilevantissimo feudo vescovile di Castrignano ( dalla pieve di Santa Maria dipendevano sia Mattaleto che Langhirano), il cui castello era già contrastato tra le famiglie nobiliari dei da Correggio e dei Rossi, Langhirano pare costituire il nuovo centro di riferimento per gli interessi vescovili in Val Parma. Il rapido sviluppo del mercato (attestato già nei primi decenni del Quattrocento) e di una annuale fiera agricolo – commerciale nel giorno di San Giacomo (25 luglio) divengono gli esiti significativi del fenomeno. Nel 1415 Mattaleto e Langhirano hanno insieme 164 abitanti e una torre militare (la base del campanile di Mattaleto) che in quell’anno è controllata dalla nobile famiglia dei da Correggio. Le terre dei contadini sono quelle di minore qualità e ancora ci conservano il ricordo delle antiche aree umide: sono nominati infatti UN 2lago Maggiore” e un “Lago Mezzano”. Le terre migliori sono nelle mani del vescovo dell’abate di Cavana, oltre che in beneficio alle chiese di San Michele di Mattaleto e San Giacomo di Langhirano. I diritti signorili del Vescovo di Parma sono altresì evidenti nella proprietà del molino, da identificare con quello che per secoli conserverà il nome di “Molino del Vescovo”, il fabbricato posto di fronte all’Asilo Mazzini. E’ in quest’area che i diritti sulle acque dei canali accesero nell’anno 1448 una aspra controversia tra il Vescovo e Pier Maria Rossi, che si apprestava a costruire la rocca di Torrechiara, scontro che portò a edificare nel corso del Quattrocento una ulteriore chiesa dedicata a Santa Maria (corrispondente all’attuale Parrocchiale), l’ultimo polo dell’urbanistica medievale di Langhirano che si aggiungeva al quartiere medievale della Rocchetta ( con lunghi isolati paralleli) e all’area della scomparsa chiesa e ospedale di San Giacomo (area del Palazzo Comunale e delle piazze). La Fiera annuale di San Giacomo non era solo la più importante ricorrenza religiosa di Langhirano ma, come si è visto, per oltre 500 anni ha costituito la principale occasione commerciale per la Val Parma e la montagna parmense. Essa attirava mercanti dalla città e verosimilmente da un raggio molto ampio, permetteva l’interscambio tra i prodotti della pianura e quelli della collina-montagna, favorendo e promuovendo anche l’addensarsi della salagione delle carni suine. Langhirano (con i suoi 500 abitanti all’inizio Ottocento ed i 5000 attuali nel capoluogo) è ora centro di servizi per un vasto comprensorio.

Redatto dal prof. Gianluca Bottazzi

a cura della Pro Loco di Langhirano.

 

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La Pro Loco ha come finalità la promozione turistica e la valorizzazione delle realtà e potenzialità naturalistiche, culturali, storiche, sociali e gastronomiche del territorio di Langhirano. Tale compito è svolto nei modi più diversi che vanno dall’organizzazione di fiere e sagre paesane, di eventi culturali, di escursioni guidate in luoghi caratteristici del territorio fino alla gestione dell’ufficio di informazione turistica.

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